Posted by: themetriost | Settembre 12, 2007

Pair Programming and Rubber Duck

Sull’ottimo The Pragmatic Programmer nella sezione Pragmatic Philosofy a proposito di Lame Excuses Andrew Hunt e David Thomas ci consigliano di raccontare alla cara paperella sul monitor (ognuno di noi ha una paperella sul monitor )le nostre scuse per capire se queste sono ragionevoli o ridicole.

La mia paperella di gomma (uno spit :D ) è oramai abituata ad ascoltare scuse, lamentele , urla di sofferenza e di gioia. Spesso, quando un problema mi tormenta, diventa sufficiente cercare di spiegarlo allo spit per ricevere automaticamente, quasi divinamente, la cura.

Ho avuto modo, in questi giorni, di realizzare che durante le sessioni di pair non si manifesta la necessità di parlare con lo spit ( :) ), non si creano i presupposti del vicolo cieco, il tuo pair è con te!

Questo è un’aspetto della pratica che non avevo ancora assimilato e che mi porta a convincermi di dover cercare di utilizzarla con più costanza.

Risposte

Dato il mio non infrequente ruolo di semplice ascoltatore che poi assiste alla tua “auto chiarificazione” mi è venuto spontaneo pensare:
- Beh… meglio essere considerato “pairer” che rubber duck! :-D

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